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“𝗜𝗹 𝗿𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗻𝗲𝗿𝗼”, 𝗦𝘁𝗲𝗻𝗱𝗵𝗮𝗹 ;𝟭𝟴𝟯𝟬 – Kim Rossi Stuart e Carole Bouquet, dal film del 1997. Foto dal web.

 

 

Sono profondamente convinta che siano le piccole cose a colpire, a lasciare il segno. Quelle cose apparentemente insignificanti, nelle situazioni quotidiane, che se non ci si pensa sembrano passare inosservate.

“Look at me twice with wildcat eyesPromise me everythingExcept a blue nightShudder like ice in cut crystal glass”  – 𝐖𝐡𝐢𝐬𝐩𝐞𝐫𝐬, 𝐄𝐥𝐭𝐨𝐧 𝐉𝐨𝐡𝐧, 𝟏𝟗𝟖𝟗.

Quando, ad esempio, due sguardi si incrociano e dal nulla le labbra disegnano un sorriso. Poi una smorfia tenera e buffa colora il volto di porpora, l’espressione si addolcisce, e subito dopo arrivano le risate, spontanee, timide, imbarazzate. Ed è proprio il modo in cui nasce quel sorriso che lascia il segno, che entra dentro silenziosamente.

Il modo in cui poi, certe situazioni, tanto semplici quanto banali, possano portare al nascere di sensazioni che via via si fanno sempre più intense è uno dei misteri più belli ed inspiegabili che esistono.

“Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto. […]

Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.” 𝗗𝗶𝘃𝗶𝗻𝗮 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗲𝗱𝗶𝗮, 𝗜𝗻𝗳𝗲𝗿𝗻𝗼, 𝗖𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗩; 𝗗𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗔𝗹𝗶𝗴𝗵𝗶𝗲𝗿𝗶, 𝟭𝟯𝟬𝟲/𝟬𝟳

Come Paolo e Francesca, testimoni involontari di un connubio di avvenimenti che li travolgono. Cognati, belli e giovani, che si ritrovano a leggere dell’amore di Lancillotto e Ginevra. Una situazione apparentemente normale che cresce via via fino a trasformarsi in passione. Passione che li legherà fino alla loro prematura fine.

 

situazioni colleghi ufficio

 

Cosa c’è di male in fin dei conti nel leggere insieme un libro? “Per diletto”, diceva Francesca. Come sorseggiare un caffè o scambiare due chiacchere in ufficio. Come colleghi che si ritrovano insieme per confrontarsi su come gestire un lavoro. Sono situazioni semplici, quotidiane, ma che potenzialmente possono far nascere sensazioni particolari. Basta un sorriso appena accennato, uno sguardo colto quasi per caso, quell’attenzione in più…

 

il rosso e il nero film 1997, carole bouquet e kim rossi stuart, sensazioni
“𝗜𝗹 𝗿𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗻𝗲𝗿𝗼”, 𝗦𝘁𝗲𝗻𝗱𝗵𝗮𝗹 ;𝟭𝟴𝟯𝟬 – Kim Rossi Stuart e Carole Bouquet, dal film del 1997. Foto dal web.

 

“Madame de Rênal s’approcha, distraite un instant de l’amer chagrin que lui donnait l’arrivée du précepteur. Julien, tourné vers la porte, ne la voyait pas s’avancer. Il tressaillit quand une voix douce dit tout près de son oreille :

— <<Que voulez-vous ici, mon enfant?>>

Julien se tourna vivement, et frappé du regard si rempli de grâce de madame de Rênal, il oublia une partie de sa timidité. Bientôt, étonné de sa beauté, il oublia tout, même ce qu’il venait faire”. “𝗟𝗲 𝗥𝗼𝘂𝗴𝗲 𝗲𝘁 𝗹𝗲 𝗡𝗼𝗶𝗿“, 𝗰𝗵𝗮𝗽.𝗩𝗜 – 𝗟’𝗘𝗻𝗻𝘂𝗶, 𝗦𝘁𝗲𝗻𝗱𝗵𝗮𝗹; 𝟭𝟴𝟯𝟬

 

“Madame de Rênal si avvicinò, distratta per un momento dall’amaro dolore che le procurava l’arrivo del precettore. Julien, rivolto verso la porta, non la vide venire avanti. Sussultò quando una voce sommessa gli disse vicino all’orecchio:

<<Cosa vuoi qui, ragazzo mio?>>

Julien si voltò in fretta e, colpito dallo sguardo così pieno di grazia di Madame de Rênal, dimenticò parte della sua timidezza. Ben presto, stupito dalla sua bellezza, dimenticò tutto, anche quello che era venuto a fare”. “𝗜𝗹 𝗥𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗡𝗲𝗿𝗼“, 𝗰𝗮𝗽 𝗩𝗜 – 𝗟𝗮 𝗡𝗼𝗶𝗮, 𝗦𝘁𝗲𝗻𝗱𝗵𝗮𝗹; 𝟭𝟴𝟯𝟬

Ci sono poi quelle situazioni ancora più particolari, quando due persone sembrano essere talmente diverse e lontane tra di loro che sembra impossibile possano avvicinarsi. Come Julien Sorel e Madame de Rênal. Lui, diciannovenne di provincia ambizioso, colto, animato dalla voglia di reclamare il suo posto nel mondo. Julien è timido e impacciato, ma anche chiuso, scostante, tanto da sembrare duro e imperturbabile, quasi freddo e spietato. Lei, Louise de Rênal, ha già passato i trent’anni, è bellissima, docile, protettiva e delicata. Nonostante la differenza d’età, non passerà molto prima che tra i due nasca un legame profondo. Ma solo dopo una serie di avvenimenti, e grazie all’affetto e alla dedizione di Louise, Julien si rivelerà per quello che realmente è: un ragazzo sensibile, che nasconde la sua dolcezza sotto una corazza che solo l’amore di lei riesce a sgretolare.

Anche qui una situazione semplice e quasi banale (Julien è semplicemente il precettore chiamato ad istruire i figli di Louise) che via via si trasforma fino dar vita a sensazioni particolari. Come quando ci si ritrova a vivere la quotidianità e piano piano si svegliano in noi delle strane vibrazioni che ci avvicinano a persone che mai avremmo creduto di poter volere accanto. Poco importa la differenza d’età, le dicerie della gente, i mormorii da corridoio.

 

“Madame de Rênal fut frappée de l’extrême beauté de Julien. La forme presque féminine de ses traits, et son air d’embarras, ne semblèrent point ridicules à une femme extrêmement timide elle-même. L’air mâle que l’on trouve communément nécessaire à la beauté d’un homme lui eût fait peur.

— <<Quel âge avez-vous, monsieur?>> dit-elle à Julien.

— <<Bientôt dix-neuf ans>>.” “𝗟𝗲 𝗥𝗼𝘂𝗴𝗲 𝗲𝘁 𝗹𝗲 𝗡𝗼𝗶𝗿“, 𝗰𝗵𝗮𝗽.𝗩𝗜 – 𝗟’𝗘𝗻𝗻𝘂𝗶, 𝗦𝘁𝗲𝗻𝗱𝗵𝗮𝗹; 𝟭𝟴𝟯𝟬

 

“Madame de Rênal fu colpita dall’estrema bellezza di Julien. La forma quasi femminile dei suoi lineamenti e la sua aria imbarazzata non sembravano ridicoli a una donna estremamente timida. Normalmente ritenuti necessari alla bellezza di un uomo lo avrebbero spaventato.

– <<Quanti anni ha, signore?>> disse a Julien.

-<<Diciannove anni presto>>.” “𝗜𝗹 𝗥𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗡𝗲𝗿𝗼“, 𝗰𝗮𝗽 𝗩𝗜 – 𝗟𝗮 𝗡𝗼𝗶𝗮, 𝗦𝘁𝗲𝗻𝗱𝗵𝗮𝗹; 𝟭𝟴𝟯𝟬

 

il rosso e il nero film 1997, carole bouquet e kim rossi stuart, sensazioni
“𝗜𝗹 𝗿𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗻𝗲𝗿𝗼”, 𝗦𝘁𝗲𝗻𝗱𝗵𝗮𝗹 ;𝟭𝟴𝟯𝟬 – Kim Rossi Stuart e Carole Bouquet, dal film del 1997. Foto dal web.

 

E’ qualcosa che va oltre la bellezza fisica, che trascende regole, età e luoghi comuni. E’ la forza della bellezza di ciò che ci si trasmette, piccole cose invisibili ai più. Sono sospiri che ci vibrano dentro al ritmo dei nostri battiti, che ci portano a guardarsi e sorridersi senza un senso mentre ancora, gli occhi si scrutano, timidi ma felici. Desiderando solo di sciogliersi in un abbraccio.

Come quando parliamo del più e del meno, e si accende quella voglia che ci fa desiderare che quel momento, quella situazione così classicamente banale non finisca mai. Che poi, quando è notte pensiamo che tutto sia lontano e resta solo il brivido di quei sospiri che ci confortano ogni volta che incontriamo quello sguardo…dolce, buffo, tenero e imbarazzato. E sono quelli occhi illuminati dalla timidezza di un giovane volto colorato da un leggero rossore che lasciano il segno, che ci trasmettono la dolcezza di un attimo in una situazione come tante, in mezzo alla gente.

E’ il calore di Louise, che non smette mai di proteggere Julien e lui, che inconsapevolmente, grazie a lei, scopre l’amore. L’amore che non si inventa, che non si sforza di essere, che non nasce da un progetto studiato a tavolino in cui si analizzano rischi e convenienze. L’amore che non tiene conto della differenza d’età e di classe. L’amore che non è frutto di un calcolo matematico ma il risultato di situazioni che innescano, o risvegliano in noi quei sospiri che ci fanno trasalire.

Ed è tutto rosso. Rosso come il sangue che colora le nostre guance, rosso come la passione che celiamo dentro.

Ed è tutto nero. Nero come la consapevolezza che non durerà e che non potrà essere.

Nero, come la fine di tutto, che è ormai prossima. Nero, come un punto su una pagina bianca.

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