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Kintsugi. L’arte di far risplendere le proprie ferite.

Arte giapponese Kinsugi ciotola riparata con l'oro

 

Se una tazza si rompe, la si getta e se ne compra un’altra.

Se un vaso si frantuma, si spazzano via i cocci e lo si sostituisce.

Se un piatto si crepa, non lo si usa più perché ormai rovinato…

Si elimina tutto ciò che è sfasciato perché ormai brutto, inservibile, corrotto. Come se la rottura di un oggetto ne decretasse la sua fine.

 

 

Tazza rotta con cocci

 

“Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro. Essi credono che quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, diventa più bello.” Anonimo

 

Kintsugi (金継ぎ) è l’arte giapponese di risanare le ceramiche rotte. Grazie all’utilizzo di una lacca d’oro, l’oggetto non solo è rigenerato ma acquista maggior valore… La pratica del Kintsugi non si limita però a riportare in vita una ceramica rotta, la rende preziosa, nuova, unica. E lo fa evidenziandone le fratture come tratti essenziali, rendendole il punto focale della ritrovata vita e bellezza dell’oggetto.

 

kintsugi ciotola con mano

 

La lezione fondamentale del Kintsugi è la resilienza: la capacità di reagire alle avversità trovando la forza anche nei momenti più bui. E’ il considerare il dolore un’occasione di crescita. Rialzarsi senza però cancellare i segni di ciò che ci ha schiacciati e rotti…

 

Kintsugi donna con le crepe

 

Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici.” Kahlil Gibran

 

E così, come per le porcellane, anche le persone vanno in frantumi.

Rotti, feriti, scheggiati spezzati…cadiamo e andiamo in mille pezzi. E poi nascondiamo i segni che portiamo addosso, ci vergogniamo di far vedere il nostro lato fragile, rotto, crepato. Come se l’essere passati attraverso la tempesta ci avesse menomati, come se le fratture non si potessero sanare.

Oppure possiamo prendere i nostri cocci e rimetterli insieme, rinascere… Kintsugi…

“Ride delle cicatrici, chi non ha mai avuto una ferita.” William Shakespeare

 

Quelli che sono Kintsugi, che hanno fatto di quest’arte la propria ragione di vita, si riconoscono immediatamente. Sono quelli che hanno conosciuto sulla propria pelle il dolore, la sofferenza, la perdita; ma che hanno negli occhi la luce splendente dell’oro perché hanno trasformato il dolore in crescita. Hanno visto sconvolte le proprie vite ma hanno ancora la voglia di vivere i propri sogni e inseguire il sole. I pezzi delle loro vite rotte li hanno presi e riuniti pazientemente. E la Speranza ce l’hanno tatuata sulla pelle.

Quelli che invece sono rimasti rotti, che non sono riusciti a riparare con l’oro le proprie ferite. Li vedi che si trascinano cercando di scalfire con i loro spigoli taglienti chi ha saputo rinascere più forte e splendente di prima. Non hanno saputo trovare, nel proprio dolore, quella forza che avrebbe risanato i loro squarci…

 

“Non c’è niente di più bello di una persona che rinasce. Quando si rialza dopo una caduta, dopo una tempesta e ritorna più forte e bella di prima. Con qualche cicatrice nel cuore sotto la pelle, ma con la voglia di stravolgere il mondo anche solo con un sorriso.” Anna Magnani

 

Kintsugi è esibire con orgoglio le ferite della propria anima, evidenziare con la brillantezza dell’oro gli sbagli, il dolore, le debolezze; che diventano bellezza pura…punto focale di forza.

Kintsugi è rinascita. Rinascita come crescita, abbellimento, maturazione, completezza, proiezione verso il futuro. Kintsugi è il futuro che ci vede nuovi e consapevoli, consci che le fratture non ci hanno resi storpi ma rafforzati. Splendenti nelle nostre cicatrici meravigliose, che ci danno sostegno e bellezza.

 

Kintsugi-donna-rotta-luce-rinascita

 

Basta capire cosa ci serve per prendere i nostri pezzi e ricompattarli, basta trovare, o capire, qual è l’oro, il collante di cui abbiamo bisogno

Perché siamo come delle porcellane, delicati e frangibili… Ma le fratture si sanano e ci rendono splendenti…

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