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L’amore dalla letteratura a specchio della quotidianità

amore

Platonico, interessato, folle, infantile, idealizzato, profondo, cieco, immortale e a volte addirittura perfido: l’amore – in ogni sua forma e rappresentazione – filo conduttore ed elemento principe della letteratura che si riflette nella vita reale. Diverse storie, personaggi, contesti storici e culturali. Ma, in fin dei conti, la domanda è sempre la stessa: come nasce, da cosa ha origine, qual è quella forza che ci porta a capire che qualcosa dentro di noi è cambiato?

L’Amore a prima vista

𝑰𝒍 𝒃𝒂𝒄𝒊𝒐. 𝑬𝒑𝒊𝒔𝒐𝒅𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒈𝒊𝒐𝒗𝒊𝒏𝒆𝒛𝒛𝒂. 𝑭𝒓𝒂𝒏𝒄𝒆𝒔𝒄𝒐 𝑯𝒂𝒚𝒆𝒛, 1859

E’ quello che nasce improvvisamente, dal nulla. Quello più affascinante e pericoloso. L’amore che arriva all’improvviso spazzando ogni convinzione, come un ciclone.

Uno sguardo fugace, una chiacchierata banale…così quasi senza motivo. Una sigaretta fumata durante una pausa dal lavoro, due parole scambiate per caso ed ecco che improvvisamente senti la sua voce che ronza in testa e il bisogno di conoscere di più, sempre di più. Ed è come se si innescasse un effetto domino. Non ti basta mai, vuoi toccare, averlo con te…e non si ferma più.

Come nel caso di Romeo e Giulietta – gli amanti per antonomasia – che vedono nascere il loro legame durante un banale ricevimento, improvvisamente e senza alcuna spiegazione.

 

𝑀𝑦 𝑏𝑜𝑢𝑛𝑡𝑦 𝑖𝑠 𝑎𝑠 𝑏𝑜𝑢𝑛𝑑𝑙𝑒𝑠𝑠 𝑎𝑠 𝑡ℎ𝑒 𝑠𝑒𝑎,

𝑀𝑦 𝑙𝑜𝑣𝑒 𝑎𝑠 𝑑𝑒𝑒𝑝. 𝑇ℎ𝑒 𝑚𝑜𝑟𝑒 𝐼 𝑔𝑖𝑣𝑒 𝑡𝑜 𝑡ℎ𝑒𝑒,
𝑇ℎ𝑒 𝑚𝑜𝑟𝑒 𝐼 ℎ𝑎𝑣𝑒, 𝑓𝑜𝑟 𝑏𝑜𝑡ℎ 𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑓𝑖𝑛𝑖𝑡𝑒.

 

𝐿𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑜𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑛𝑒𝑖 𝑡𝑢𝑜𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑖 𝑒̀ 𝑖𝑙𝑙𝑖𝑚𝑖𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑖𝑙

𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑖𝑜 𝑎𝑚𝑜𝑟𝑒 𝑒̀ 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑒𝑡𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑜. 𝑃𝑖𝑢̀ 𝑎𝑚𝑜𝑟𝑒 𝑡𝑖

𝑑𝑜, 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑛𝑒 ℎ𝑜. 𝑃𝑜𝑖𝑐ℎ𝑒́ 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑚𝑏𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑛𝑓𝑖𝑛𝑖𝑡𝑖.

“𝑹𝒐𝒎𝒆𝒐 𝒂𝒏𝒅 𝑱𝒖𝒍𝒊𝒆𝒕” 𝑨𝒄𝒕 2, 𝒔𝒄𝒆𝒏𝒆 2. 𝑾𝒊𝒍𝒍𝒊𝒂𝒎 𝑺𝒉𝒂𝒌𝒆𝒔𝒑𝒆𝒂𝒓𝒆, 1597

Non è amore privo di coscienza, ma privo di limiti. Coinvolgente e totalizzante nonostante le difficoltà che possono insorgere.

 

L’Amore “oltre la coppia”

Dante Gabriel Rossetti, Pre Raffaelliti, Paolo e Francesca
“𝑷𝒂𝒐𝒍𝒐 𝒆 𝑭𝒓𝒂𝒏𝒄𝒆𝒔𝒄𝒂 𝒅𝒂 𝑹𝒊𝒎𝒊𝒏𝒊”, 𝑫𝒂𝒏𝒕𝒆 𝑮𝒂𝒃𝒓𝒊𝒆𝒍 𝑹𝒐𝒔𝒔𝒆𝒕𝒕𝒊, 1867

A volte capita che una storia, anche la più collaudata e duratura, sia sconvolta dall’arrivo di una persona che turba l’equilibrio della relazione. Sebbene sia lecito domandarsi quanto questo sia giusto, va tenuto in mente che i sentimenti non sempre possono essere controllati o frenati. Forse la relazione in cui nasce una storia “clandestina” è già morta senza che lo si ammetta, forse è solo bisogno di evasione, o ancora, è semplicemente la vita che fa il suo corso…  Sarebbe meglio evitare di dar sfogo a ciò che eticamente è considerato sbagliato o bisogna assecondare ciò che ci trasporta? Ogni azione ha, ovviamente, le sue conseguenze…

Non sempre è possibile controllarsi. Sì perché l’amore si insinua anche in quei terreni in cui non dovrebbe germogliare ma è talmente travolgente che alla fine sembra anche giusto assecondarne gli istinti. Come è successo a Paolo e Francesca, protagonisti indiscussi del V canto dell’ Inferno della “Commedia” di Dante. I due – di fatto cognati – si ritrovano presi da una passione travolgente che finirà per segnarne tragicamente il destino, anche dopo la morte.

“𝐴𝑚𝑜𝑟, 𝑐ℎ’𝑎 𝑛𝑢𝑙𝑙𝑜 𝑎𝑚𝑎𝑡𝑜 𝑎𝑚𝑎𝑟 𝑝𝑒𝑟𝑑𝑜𝑛𝑎,
𝑚𝑖 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑢𝑖 𝑝𝑖𝑎𝑐𝑒𝑟 𝑠𝑖̀ 𝑓𝑜𝑟𝑡𝑒,
𝑐ℎ𝑒, 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑣𝑒𝑑𝑖, 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟 𝑛𝑜𝑛 𝑚’𝑎𝑏𝑏𝑎𝑛𝑑𝑜𝑛𝑎”.

“𝑪𝒐𝒎𝒎𝒆𝒅𝒊𝒂” 𝑰𝒏𝒇𝒆𝒓𝒏𝒐, 𝑪𝒂𝒏𝒕𝒐 𝑽. 𝑫𝒂𝒏𝒕𝒆 𝑨𝒍𝒊𝒈𝒉𝒊𝒆𝒓𝒊, 1314.

 

E’ un amore spesso considerato sporco e sbagliato, ma non per questo non è sincero. Condannarlo a priori sarebbe ingiusto.

 

L’Amore eterno, profondo…vendicativo

𝑹𝒂𝒍𝒑 𝑭𝒊𝒆𝒏𝒏𝒆𝒔 𝒆 𝑱𝒖𝒍𝒊𝒆𝒕𝒕𝒆 𝑩𝒊𝒏𝒐𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒆𝒊 𝒑𝒂𝒏𝒏𝒊 𝒅𝒊 𝑪𝒂𝒕𝒉𝒚 𝒆 𝑯𝒆𝒂𝒕𝒉𝒄𝒍𝒊𝒇𝒇.
𝑹𝒂𝒍𝒑 𝑭𝒊𝒆𝒏𝒏𝒆𝒔 𝒆 𝑱𝒖𝒍𝒊𝒆𝒕𝒕𝒆 𝑩𝒊𝒏𝒐𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒆𝒊 𝒑𝒂𝒏𝒏𝒊 𝒅𝒊 𝑪𝒂𝒕𝒉𝒚 𝒆 𝑯𝒆𝒂𝒕𝒉𝒄𝒍𝒊𝒇𝒇. “𝑪𝒊𝒎𝒆 𝑻𝒆𝒎𝒑𝒆𝒔𝒕𝒐𝒔𝒆”, 1992

L’amore non guarda il ceto sociale, la condizione economica e talvolta, nemmeno le relazioni con l’ambiente che ci circonda. Nonostante ciò, può accadere che siano proprio questi elementi a dettare l’andamento di una relazione. Quante volte sentiamo dire che una persona “non è adatta ad un’altra” per via della differente condizione economica o perché proveniente da un ceto sociale troppo basso, che potrebbe quindi degradarne l’immagine e la posizione sociale?

L’amore nato in maniera naturale, spontanea, limpido come quello di due bambini che giocano insieme tenendosi per mano bloccato repentinamente dall’insorgere delle barriere sociali. Come accade a Catherine, che sebbene nutra per Heathcliff un sentimento vero e viscerale, decide di sposare il ricco ed influente Edgar Linton, per non degradare la sua posizione. Questo spingerà Heathcliff a partire per farsi una posizione, ma contemporaneamente la scelta di Catherine farà maturare in lui un odio che si abbatterà indistintamente su tutto e tutti.

Se anche è vero che l’amore di Cathy e Heathcliff è un esempio limite, c’è da considerare che spesso siamo portati a scegliere una relazione solo per i vantaggi materiali che questa comporta. Non è detto che il sentimento non possa nascere in una relazione nata per interessi, ma spesso è comunque un sentimento soffocato, appagato solo dal benessere materiale e che non comporta nessun conforto emozionale.

“𝑀𝑦 𝑔𝑟𝑒𝑎𝑡 𝑚𝑖𝑠𝑒𝑟𝑖𝑒𝑠 𝑖𝑛 𝑡ℎ𝑖𝑠 𝑤𝑜𝑟𝑙𝑑 ℎ𝑎𝑣𝑒 𝑏𝑒𝑒𝑛 𝐻𝑒𝑎𝑡ℎ𝑐𝑙𝑖𝑓𝑓’𝑠 𝑚𝑖𝑠𝑒𝑟𝑖𝑒𝑠
𝑎𝑛𝑑 𝐼 𝑤𝑎𝑡𝑐ℎ𝑒𝑑 𝑎𝑛𝑑 𝑓𝑒𝑙𝑡 𝑒𝑎𝑐ℎ 𝑓𝑟𝑜𝑚 𝑡ℎ𝑒 𝑏𝑒𝑔𝑖𝑛𝑛𝑖𝑛𝑔;
𝑚𝑦 𝑔𝑟𝑒𝑎𝑡 𝑡ℎ𝑜𝑢𝑔ℎ𝑡 𝑖𝑛 𝑙𝑖𝑣𝑖𝑛𝑔 𝑖𝑠 ℎ𝑖𝑚𝑠𝑒𝑙𝑓.
𝐼𝑓 𝑎𝑙𝑙 𝑒𝑙𝑠𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑠ℎ𝑒𝑑 𝑎𝑛𝑑 𝐻𝑒 𝑟𝑒𝑚𝑎𝑖𝑛𝑠, 𝐼 𝑠ℎ𝑜𝑢𝑙𝑑 𝑠𝑡𝑖𝑙𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑒 𝑡𝑜 𝑏𝑒;
𝑖𝑓 𝑎𝑙𝑙 𝑒𝑙𝑠𝑒 𝑟𝑒𝑚𝑎𝑖𝑛𝑠 𝑎𝑛𝑑 𝐻𝑒 𝑤𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑛𝑛𝑖ℎ𝑖𝑙𝑎𝑡𝑒𝑑, 𝑡ℎ𝑒 𝑈𝑛𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑒 𝑤𝑜𝑢𝑙𝑑 𝑡𝑢𝑟𝑛 𝑡𝑜 𝑎 𝑚𝑖𝑔ℎ𝑡𝑦 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑛𝑔𝑒𝑟.
𝐼 𝑠ℎ𝑜𝑢𝑙𝑑𝑛’𝑡 𝑠𝑒𝑒𝑚 𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡 𝑜𝑓 𝑖𝑡.
𝑀𝑦 𝑙𝑜𝑣𝑒 𝑓𝑜𝑟 𝐿𝑖𝑛𝑡𝑜𝑛 𝑖𝑠 𝑙𝑖𝑘𝑒 𝑡ℎ𝑒 𝑓𝑜𝑙𝑖𝑎𝑔𝑒 𝑖𝑛 𝑡ℎ𝑒 𝑤𝑜𝑜𝑑𝑠.
𝑇𝑖𝑚𝑒 𝑤𝑖𝑙𝑙 𝑐ℎ𝑎𝑛𝑔𝑒 𝑖𝑡, 𝐼’𝑚 𝑤𝑒𝑙𝑙 𝑎𝑤𝑎𝑟𝑒, 𝑎𝑠 𝑤𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟 𝑐ℎ𝑎𝑛𝑔𝑒𝑠 𝑡ℎ𝑒 𝑡𝑟𝑒𝑒.
𝑀𝑦 𝑙𝑜𝑣𝑒 𝑓𝑜𝑟 𝐻𝑒𝑎𝑡ℎ𝑐𝑙𝑖𝑓𝑓 𝑟𝑒𝑠𝑒𝑚𝑏𝑙𝑒𝑠 𝑡ℎ𝑒 𝑒𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎𝑙 𝑟𝑜𝑐𝑘𝑠 𝑏𝑒𝑛𝑒𝑎𝑡ℎ, 𝑎 𝑠𝑜𝑢𝑟𝑐𝑒 𝑜𝑓 𝑙𝑖𝑡𝑡𝑙𝑒 𝑣𝑖𝑠𝑖𝑏𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑖𝑔ℎ𝑡, 𝑏𝑢𝑡 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎𝑟𝑦.
𝑁𝑒𝑙𝑙𝑦, 𝐼 𝐴𝑀 𝐻𝑒𝑎𝑡ℎ𝑐𝑙𝑖𝑓𝑓. 𝘏𝘦’𝘴 𝘢𝘭𝘸𝘢𝘺𝘴, 𝘢𝘭𝘸𝘢𝘺𝘴 𝘪𝘯 𝘮𝘺 𝘮𝘪𝘯𝘥, 𝘯𝘰𝘵 𝘢𝘴 𝘢 𝘱𝘭𝘦𝘢𝘴𝘶𝘳𝘦, 𝘢𝘯𝘺 𝘮𝘰𝘳𝘦 𝘵𝘩𝘢𝘯 𝘐 𝘢𝘮 𝘢𝘭𝘸𝘢𝘺𝘴 𝘢 𝘱𝘭𝘦𝘢𝘴𝘶𝘳𝘦 𝘵𝘰 𝘮𝘺𝘴𝘦𝘭𝘧, 𝘣𝘶𝘵 𝘢𝘴 𝘮𝘺 𝘰𝘸𝘯 𝘣𝘦𝘪𝘯𝘨”.

“𝘓𝘦 𝘮𝘪𝘦 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘨𝘳𝘢𝘯𝘥𝘪 𝘪𝘯𝘧𝘦𝘭𝘪𝘤𝘪𝘵𝘢̀ 𝘪𝘯 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘮𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘦 𝘪𝘯𝘧𝘦𝘭𝘪𝘤𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘪 𝘏𝘦𝘢𝘵𝘩𝘤𝘭𝘪𝘧𝘧
𝘦 𝘭𝘦 𝘩𝘰 𝘷𝘪𝘴𝘵𝘦 𝘦 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘵𝘦 𝘴𝘪𝘯 𝘥𝘢𝘭𝘭’𝘪𝘯𝘪𝘻𝘪𝘰;
𝘪𝘭 𝘮𝘪𝘰 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘨𝘳𝘢𝘯𝘥𝘦 𝘱𝘦𝘯𝘴𝘪𝘦𝘳𝘰 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘦̀ 𝘭𝘶𝘪.
𝘚𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘪𝘴𝘴𝘦 𝘦 𝘓𝘶𝘪 𝘳𝘪𝘮𝘢𝘯𝘦𝘴𝘴𝘦, 𝘪𝘰 𝘱𝘰𝘵𝘳𝘦𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪𝘯𝘶𝘢𝘳𝘦 𝘢 𝘷𝘪𝘷𝘦𝘳𝘦;
𝘴𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘰 𝘪𝘭 𝘳𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘷𝘪𝘷𝘦𝘴𝘴𝘦 𝘦 𝘓𝘶𝘪 𝘷𝘦𝘯𝘪𝘴𝘴𝘦 𝘢𝘯𝘯𝘪𝘦𝘯𝘵𝘢𝘵𝘰, 𝘭’𝘶𝘯𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘰 𝘴𝘪 𝘵𝘳𝘢𝘴𝘧𝘰𝘳𝘮𝘦𝘳𝘦𝘣𝘣𝘦 𝘪𝘯 𝘶𝘯 𝘱𝘦𝘳𝘧𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘴𝘤𝘰𝘯𝘰𝘴𝘤𝘪𝘶𝘵𝘰.
𝘐𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘦𝘮𝘣𝘳𝘦𝘳𝘦𝘪 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘦𝘴𝘴𝘰.
𝘐𝘭 𝘮𝘪𝘰 𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘓𝘪𝘯𝘵𝘰𝘯 𝘦̀ 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘪𝘭 𝘧𝘰𝘨𝘭𝘪𝘢𝘮𝘦 𝘥𝘦𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘭𝘣𝘦𝘳𝘪.
𝘐𝘭 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘭𝘰 𝘤𝘢𝘮𝘣𝘪𝘦𝘳𝘢̀, 𝘯𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘤𝘦𝘳𝘵𝘢, 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘭’𝘪𝘯𝘷𝘦𝘳𝘯𝘰 𝘤𝘢𝘮𝘣𝘪𝘢 𝘭’𝘢𝘭𝘣𝘦𝘳𝘰.
𝘐𝘭 𝘮𝘪𝘰 𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘏𝘦𝘢𝘵𝘩𝘤𝘭𝘪𝘧𝘧 𝘢𝘴𝘴𝘰𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘦𝘵𝘦𝘳𝘯𝘦 𝘳𝘰𝘤𝘤𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘣𝘳𝘶𝘨𝘩𝘪𝘦𝘳𝘢, 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘱𝘦𝘤𝘪𝘦 𝘥𝘪 𝘱𝘪𝘤𝘤𝘰𝘭𝘢 𝘦 𝘧𝘪𝘦𝘷𝘰𝘭𝘦 𝘭𝘶𝘤𝘦, 𝘮𝘢 𝘯𝘦𝘤𝘦𝘴𝘴𝘢𝘳𝘪𝘢.
𝘕𝘦𝘭𝘭𝘺, 𝘪𝘰 𝘚𝘖𝘕𝘖 𝘏𝘦𝘢𝘵𝘩𝘤𝘭𝘪𝘧𝘧.
𝘓𝘶𝘪 𝘦̀ 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦, 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘪𝘢 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦, 𝘯𝘰𝘯 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘶𝘯 𝘱𝘪𝘢𝘤𝘦𝘳𝘦, 𝘯𝘰𝘯 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘥𝘪 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘪𝘰 𝘴𝘪𝘢 𝘶𝘯 𝘱𝘪𝘢𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘮𝘦 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘢, 𝘮𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘪𝘭 𝘮𝘪𝘰 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦”.

“𝑪𝒊𝒎𝒆 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒆𝒔𝒕𝒐𝒔𝒆”. 𝑬𝒎𝒊𝒍𝒚 𝑩𝒓𝒐𝒏𝒕𝒆, 1847

A questo punto non resta che da chiedersi a cosa siamo disposti a rinunciare, se all’amore o al benessere. E per quanto tempo siamo disposti a sopportare le conseguenze delle nostre rinunce?

 

Si potrebbe andare avanti all’infinito citando migliaia di storie e personaggi, ma una cosa sola è vera: l’amore può manifestarsi in qualunque contesto e in qualsiasi modo. A volte ci porta alla felicità e altre volte ci relega in un abisso di sconforto…non sempre si è in grado di controllarne gli impulsi, nel bene e nel male, ma forse è sempre il caso di viverlo.

 

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