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“Avete presente la teoria del piano inclinato? No? Ve la spiego. Se mettete una pallina su un piano inclinato, la pallina comincia a scendere, e per quanto impercettibile sia l’inclinazione, inizia a correre e correre sempre più veloce. Fermarla, è impossibile”.

 

“Chiedimi se sono felice” (2000)

Aldo, Giovanni e Giacomo

 

 

Mettiamo il caso che in una giornata normale incontriamo una persona apparentemente insignificante, come tante altre. Mettiamo il caso che questa persona siamo stati costretti a conoscerla, costretti dagli eventi…

E’ una giornata di sole, di fine Maggio che sembra già Luglio. Fa molto caldo. La luce abbagliante sfocata dal fumo di una sigaretta fumata in balcone… Poi un caffè al volo prima di iniziare a lavorare. Tutto sembra normale, ma in realtà è già scattata una strana curiosità, una forza che ci porta a guardare questo sconosciuto in modo diverso. Forse a causa della serenità che emana, forse perché sembra una persona estremamente semplice, forse per quella sua aria un pò così…che non si riesce a spiegare…

La sfera è già davanti al piano inclinato.

“Ma per fortuna gli uomini non sono palline: basta un gesto, un’occhiata, una frase qualsiasi a fermare il corso delle cose”.

 

“Chiedimi se sono felice” (2000)

Aldo, Giovanni e Giacomo

Passano i giorni. Tutto è normale, forse troppo. Fin quando una sera, una lunga, lunghissima telefonata cambia le carte in tavola, o meglio dà il via al percorso della pallina che già era sulla soglia del piano inclinato. E via, ecco che inizia a scivolare…

E’ un contesto che non era stato previsto, inatteso, qualcosa che non si stava cercando. Qualcosa che forse si stava cercando di evitare con tutte le proprie forze. Ma si sa, una volta che quella pallina inizia a scendere va sempre più veloce e fermarla è praticamente impossibile.

“Eccoli qua.

Lei, ragazza confusa che ha bisogno di parlare.

Lui, amico fidato lastricato di buone intenzioni.

Secondo voi, come può andare a finire?”

 

“Chiedimi se sono felice” (2000)

Aldo, Giovanni e Giacomo

 

Inizia una lotta quotidiana con la razionalità. Non può e non deve essere. E nel frattempo la pallina acquista sempre più velocità…

Inizia il bisogno di sentire quella voce, ogni sera, appena finito il lavoro… Iniziano le domande, inizia la paura di intraprendere un percorso pericoloso, sbagliato, che porterà solo alla sofferenza. Forse tutto deriva dal profondo bisogno di essere guardati con occhi diversi, dal bisogno di affetto, forse… E nonostante la razionalità faccia capolino ogni tanto, la teoria del piano inclinato parla chiaro: la pallina non si ferma più!

“…Torre di controllo aiuto sto finendo l’aria dentro il serbatoio!

Potrei ma non voglio fidarmi di te, io non ti conosco e in fondo non c’è, in quello che dici qualcosa che pensi…”

 

“Giudizi Universali”, Samuele Bersani

Ormai la confusione regna sovrana. Ci sono frasi particolari, non facili da interpretare, che forse lasciano trasparire un certo interesse. Si instaura un pericoloso gioco di complicità nascosta, segreta… una complicità che si fa sempre più profonda e che sembra crescere di giorno in giorno. Un segreto da custodire solo in due.

Ma il giorno dopo tutto sembra vuoto, spento. Le frasi del giorno prima appaiono senza senso, quasi dei vaneggiamenti. Sembra quasi che gli ammiccamenti e le risatine maliziose non siano mai esistite, come se ci fossimo immaginati tutto.

Il dubbio atroce che nulla di ciò sia reale e che in verità questo sconosciuto piombato nella nostra vita per caso ci stia solo usando e che tutte le attenzioni siano legate ad un vile doppio fine. “Vorrei ma non posso fidarmi di te…io non ti conosco…”

C’è la paura di impelagarsi in un pantano di dolore e delusione ma allo stesso tempo c’è quella voglia, quella dolce curiosità che spinge ad andare avanti…non si sa verso dove…

Perché la teoria del piano inclinato afferma che la pallina, una volta partita non si può più fermare, ma non rivela che fine farà questa una volta percorsa la lunghezza del piano inclinato…

Quando la corsa inizia non possiamo fermarci, non ci resta che farci trascinare da quella pallina che sembrava tanto insignificante e che invece si sta rivelando travolgente come una valanga.

 

 

 

 

 

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