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Quando un treno racconta la bellezza della quotidianità.

treno in corsa metro concorde parigi paris
Treno in corsa alla stazione metro “Concorde”, Parigi.

“The apparition of these faces in the crowd;

Petals on a wet, black bough.”

 

“L’apparizione di questi volti nella folla;

Petali su di un nero ramo bagnato.”

 

(Ezra Pound, “In a Station of the Metro”, 1913)

 

 

Un treno che arriva alla sua fermata, una moltitudine di volti che si confondono tra di loro, si ammassano avanti e indietro. I passi concitati della gente che sale e scende, il rumore della vita che scorre veloce.

Gesti quotidiani, quasi insignificanti.

C’è chi va di corsa, chi cammina senza meta, chi sta fermo e attende un altro treno.

Sullo stesso treno potrebbero esserci perfetti sconosciuti che il destino ha programmato di far incontrare in futuro, o gente che si conosce che però si ignora… in fondo è la metafora della vita: un treno che scorre veloce e che prima o poi arriverà al capolinea lasciando come ricordo solo la sua scia.

Sono volti che camminano, esseri umani che seguono il corso della propria vita. Tutto è banale ma è proprio nella semplicità e banalità di questo momento che appare tutto chiaro: i volti di questi sconosciuti sono come fiori su di un ramo umido di rugiada. Fiori che prima o poi cadranno così come quelle persone scenderanno dal treno. E al loro posto ne nasceranno di nuovi, così come altre persone saliranno sul treno.

E’ un momento di vita come tanti che scorre veloce come il treno della metropolitana, che il poeta ferma immortalandolo come in un’istantanea.

Alla fine ciò che resta nella semplicità del quotidiano, è la bellezza di ciò che in fondo altro non è che vita!

 

L’autore:

ezra pound nel 1913
Ezra Pound nel 1913.

Ezra Pound (Hailey, 30 ottobre 1885 – Venezia, 1° novembre 1972) si stabilisce a Londra nel 1908, all’età di 23 anni. Qui stringe amicizia con il filosofo e poeta T. E. Hulme abbracciando gli ideali dei poeti modernisti che declamano la necessità di una radicale rottura delle convenzioni artistiche.

Pound si colloca dapprima tra i principali esponenti del movimento imagista (Imagism) fino a quando, nel 1914 si renderà conto di voler ricercare un movimento artistico che sia meno statico. Fonda allora un nuovo movimento poetico conosciuto con il nome di Vorticismo (Vorticism) che enfatizza il dinamismo. Nel 1914 inoltre, crea il manifesto del movimento vorticista: la rivista “Blast“.

copertina della rivista Blast luglio 1915, Blast war number
Copertina di “Blast” del 1915 (edito durante la prima Guerra Mondiale).

 

Il testo: 

“In a station of the metro” fu scritta da Pound nel 1913. Si tratta di un componimento appartenente al periodo imagista.

Il poeta fu colto dall’ispirazione mentre si trovava nella stazione metro “Concorde” a Parigi. Egli stesso ha raccontato che, appena uscito dal treno, vide un volto che gli parve bellissimo, poi un altro ed un altro ancora. Tentò quindi di trasporre in poesia l’emozione che aveva provato ma senza riuscirvi appieno.

Solo dopo diverse modifiche ad un testo originariamente molto più lungo, Pound arrivò al risultato finale: un componimento di soli due versi, quattordici parole senza nessun verbo. E’ per questo infatti che “In a station of the metro” è anche considerata un perfetto esempio di verbless poetry (poesia priva di verbi).

Il treno fermo alla stazione della metro viene paragonato ad un ramo nero (il nero è infatti il colore dei treni della metro di Parigi) su di cui si trovano dei petali umidi di rugiada. L’immagine fornitaci dal poeta è statica, descrive un momento esatto, quasi come a voler fissare nel tempo quell’emozione improvvisa da lui provata.

Per approfondire: https://it.wikipedia.org/wiki/Ezra_Pound

 

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